Oscurati due giornali: censura di regime

Martedì 16 febbraio 2021, Justin GOURNA ZACKO, Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni, decide di scrivere una nota e di indirizzarla ai direttori generali delle società di telefonia mobile e fissa e ai fornitori della rete internet presenti in Repubblica Centrafricana. 

Sintetico e preciso, non lascia spazio a nessuna ambiguità. Tutti gli operatori telefonici, mobili e fissi (Orange, Moov, Telecel) sono intimati a bloccare gli accessi a due siti di informazioni online: “Corbeaux News” e “Le Tsunami”. L’unica possibilità per accedervi resta quindi la linea satellitare. 

Il rischio è quello di incorrere nelle sanzioni previste dalle leggi centrafricane, non meglio specificate. Il tutto è però pienamente giustificato. Siamo in guerra. O meglio no. Ma il decreto N°21.014 del 21 gennaio 2021, che proclama lo Stato d’Emergenza sull’intero territorio nazionale, apre ad un grande ventaglio di nuove possibilità. Le accuse sono semplici: le testate giornalistiche alimentano l’odio e la disinformazione, intossicando ancora di più la crisi che attualmente sta vivendo il Paese.

Entrambi i giornali rispondo, con due articoli. In maniera molto chiara.

Il problema è l’ingerenza della Russia nella gestione del governo centrafricano – più volte messa in luce dai giornalisti di entrambe le testate – che sta aprendo la strada ad una dittatura sempre più strutturata. 

La Repubblica caucasica di Bangui, osa addirittura Le Tsunami, un fitto intreccio di attori e forze che stanno – di fatto – gestendo il Paese: i mercenari del gruppo Wagner; Valery Zakharov, consigliere del presidente della Repubblica centrafricana per la sicurezza nazionale, il Sewa Security Services, compagnia di sicurezza privata; la Lobaye Invest, impresa di esplorazione ed estrazione mineraria; i militari della Federazione Russa che hanno il ruolo di addestramento, sostegno e assistenza delle Forze Armate Centrafricane (FACA).

La nota del Ministro risuona quindi perentoria: il governo della Repubblica Centrafricana ha deciso di censurare due testate giornalistiche. Perché dicono quello che dovrebbero dire. Perché denunciano la nascita di una dittatura, con l’appoggio chiaro e trasparente della Russia.