E’ tutto vero, sapete?

E’ tutto vero, sapete?

Le testimonianze riportate di seguito potrebbero essere supportate da fotografie contrassegnate da luogo e data dello scatto. Per ragioni di privacy e tutela delle Persone sono state omesse.

I giornalisti politici dei siti che a Bangui sono stati oscurati parlano esplicitamente di “regime”.

Riceviamo dal figlio di un carissimo amico il seguente link con richiesta di un “like”per il video:

https://youtu.be/BGs6vGi5j-l

E’ girato a Bangui, un gruppo di ragazze e ragazzi balla su diversi scenari: un presumibile campo sportivo,su una scalinata e a bordo di una piscina lussuosa, un rapper in sottofondo. Sono il gruppo del 8eme arrondissement, il quartiere 8 della città; vestono ultimissima moda, ballano ultimissimo stile, si allungano in costume da bagno su lettini pregiati. Conosciamo bene quello che ha inviato la clip, siamo stati a casa sua, al quartiere, appartiene ad una famiglia decorosa che in passato ha sofferto pesantemente gli effetti della crisi 2013 quando lui, i fratelli ed il padre scamparono ad un attacco sferrato al loro quartiere e alla loro casa.

Cosa succede a Bangui?

Leggiamo che mancano acqua potabile e luce elettrica e questi fanno festa con altoparlanti a bordo di piscina con acque limpide?

Capitalizzano un biglietto su l’altro per pagare l’ingresso nelle oasi dei superpotenti, gli stranieri che arrivano nei due grandi hotel di Bangui, lì non manca mai niente, acqua e luce comprese, una volta dentro si immergono nel mondo che sognano, quello che da noi è normale per un loro coetaneo, normale e a costo ridotto. Verosimile immaginarli a fare ore di coda alla pompa per 5 litri di fornitura idrica, magari il mattino stesso.

Nel 2019 abbiamo conosciuto Tizio, 20 anni, lavorava per una ONG che si occupa di recupero di bambini soldato, vista la sua giovane età aveva il ruolo di “fratello più grande”. Al momento della mattanza pre e post elettorale di Dicembre 2020 una foto lo ritrae assieme ad altri quattro “ribelli” appena catturati dall’esercito centrafricano alleato con i mercenari russi. Da “educatore di bambini soldato” a “ragazzo soldato” in pochi mesi, abbiamo elementi per immaginare l’atroce fine che gli è stata riservata.

Caio aveva una delle bancarelle distrutte dalla polizia di Bangui per mettere “decoro” a bordo strada -secondo la nuova linea di immagine delneo rieletto presidente Touaderà-; vendeva tutto, non di tutto, tutto, è un nostro amico caro, ci sentiamo regolarmente. L’operazione di bonifica estetica della città ha creato migliaia di disoccupati o, alla meno peggio, ha occultato il piccolo commercio fuori dalle vie frequentate. Il giorno dopo lo smantellamento Caio ci ha mandato una foto con il suo parrucchiere, altra boutique di strada, ancora in piedi, sorridono. Caio ci scrive “tornerò a fare il contadino”. Intanto frequenta l’università, antropologia, ironia.

Sempronio ci preoccupa, non nasconde la sua grande passione per la politica ed il sogno di diventare uno degli uomini che cambieranno il Paese. Da lui riceviamo link di articoli di giornali italiani, ha espresso simpatia per il politico m.s., dice che vorrebbe incontrarlo perché ha l’aria di uno che sa quello che vuole. Disperazione che genera confusione, il mito de l’ ”uomo forte”, il sovranismo che diventa un’ancora. Sentiamo un bisogno insaziabile di poter discutere con lui. Ma dove? Dove maledizione! Ammesso di poter viaggiare a Bangui è impossibile finanche parlare a mezze frasi, è pericolosissimo per noi, e sarebbe il meno, può essere letale per loro. Ammesso di volerlo invitare in Italia mai riceverebbe un visto di ingresso e non è la pandemia la ragione.

Psiche studia giornalismo, posta fotografie e brevi scritti, è giovanissima, non comunica con noi se non attraverso il materiale che invia; si avvicina, si allontana, sfugge e ritorna. Questo è il modo attraverso il quale si relaziona.

Atena ha assunto una posizione molto chiara, una non posizione molto chiara. Invia fotografie di paesaggio. La sua famiglia è molto coinvolta nella politica ma quale? Da che parte si trova adesso?

La reazione delle donne è quella del silenzio, del riserbo fatte salve piccole stilettate che arrivano come fulmini, quasi impossibili da cogliere: una frase inviata sul numero personale, una foto sullo stato wapp.

E manca l’acqua.

E manca la luce.

E il cibo costa carissimo.

E non c’è accesso ai trasporti pubblici.

Questi sono problemi che tocca a loro risolvere.

Anche se fanno l’università o lavorano.

C’è un bambino da lavare e nutrire.

Avremmo voglia di andarcene tutti a ballare nella piscina dei ricchi.

Non riusciamo a liberare gli occhi dalla foto dello studente, rappresentante di un’associazione, che regge in mano una sacca di disinfettante per sensibilizzare sul Covid, autunno 2020, lo scatto successivo ritrae i suoi resti che indossano la stessa maglietta riversi su un tavolaccio, sul capo è passato un macete ed è una poltiglia disgustosa, dicembre 2020.

Questa identica sequenza potrebbe …