Un silenzio che rende complici

Repubblica Centrafricana.
 
Continua l’assurdo silenzio della comunità internazionale.
Un silenzio che rende complici.
 
Le elezioni che hanno portato alla vittoria Touadéra il 19 gennaio sono state sotto ogni punto di vista una frode elettorale.
Il regime attua una repressione violenta e brutale contro la popolazione civile, con l’appoggio dei suoi principali alleati, Russia e Ruanda. Quelli più manifesti.
 
Tutte le persone sospettare di appartenere alla coalizione armata CPC vengono arrestate o spariscono.
La coalizione armata CPC, recluta giovani disoccupati dai 13 ai 25 anni, mandandoli al macello.
 
L’ONU, appoggiando esplicitamente il regime, si rende complice di gravi violazioni dei diritti umani e di crimini di guerra.
 
Il 21 gennaio è stato proclamato lo stato di emergenza per 15 giorni.
Il governo ha vietato il traffico aereo su tutto il territorio nazionale.
È vietato circolare con mototaxi.
 
La coalizione armata CPC ha bloccato l’asse stradale dal Camerun, il principale asse commerciale.
A Bangui, la capitale, un sacco di farina costa più di un mese di stipendio.
 
Un silenzio che rende complici.