Per la comunità internazionale l’essenziale è che le apparenze di democrazia in Centrafrica siano salve

Il deputato francese Sébastien NADOT precisa. “Gli standard minimi per un voto democratico non ci sono. Il caos continua nell’interesse dei criminali per i quali la guerra è un tesoro”.

Ma c’è di peggio.

Per chissà quale ragione la cosiddetta comunità internazionale teneva tanto alla riuscita di queste elezioni, che si sono invece svolte in modo del tutto illegale, piene di irregolarità e di imbrogli.

Prima irregolarità: ben prima delle elezioni, il partito presidenziale MCU, ha tentato di far iscrivere sulla lista elettorale degli elettori immaginari, persino stranieri, in particolare congolesi.

Seconda irregolarità: le schede elettorali (ma anche carte d’identità, patenti di guida e altri documenti ufficiali) sono stampate da una società privata, Al-Madina, gestita dal libanese Aziz Nassour, vicino al potere governativo e iscritto sulle liste delle sanzioni delle Nazioni Unite per traffico di diamanti e sostegno al regime liberiano di Charles Taylor.

Terza irregolarità: il presidente Touadéra ha distribuito soldi per le strade di Bangui, allo scopo di corrompere gli elettori, come denunciato da RJDH.

Quarta irregolarità: i candidati dell’opposizione sono stati minacciati, i loro materiali sono stati rubati e non hanno potuto fare campagna elettorale in tutto il paese.

Quinta irregolarità: l’85% del territorio centrafricano è fuori dal controllo del potere governativo centrale. Come si può pretendere di svolgere delle elezioni legittime e credibili?

Sesta irregolarità: La Corte costituzionale ha aggirato l’articolo 115 del codice elettorale, che prevede nel caso del ritiro di un candidato, l’obbligo di presentare prima delle elezioni una nuova lista di candidati. In questo caso, si fa riferimento al ritiro della candidatura di Jean-Serge BOKASSA.

Per la comunità internazionale sul posto, tuttavia, l’essenziale è che le apparenze di democrazia in Centrafrica siano salve. Il che non promette nulla di buono per il futuro.

https://www.rfi.fr/fr/afrique/20200821-centrafrique-al-madina-société-nassour-carte-identite-papiers

https://lenouveaucentrafrique.info/?p=707